Il Generale Lee, l’auto dei cugini Duke della storica contea di Hazzard, è stata venduta su eBay per la cifra record di 9.9 milioni di dollari. L’operazione ha preso avvio direttamente da John Schneider, l’attore che impersonava Bo Duke nel telefilm Non tutti sanno probabilmente indicare quale fosse esattamente dei fratelli Duke, ma in molti ricordano la chioma bionda di John Schneider sulle note della ‘Ballata di Bo e Luke’, i «due ragazzi in gamba con una marcia in più» della contea di Hazzard. John Schneider si è segnalato negli ultimi giorni per aver segnato a caratteri cubitali il proprio nome tra i record di eBay in quanto è una sua asta ad aver raggiunto il maggior valore mai registrato tra le aste del servizio. John Schneider, in arte Bo Duke, ha infatti messo all’asta l’esemplare in suo possesso del Generale Lee, una autentica icona dei telefilm degli anni ‘80. «Corre l’auto corre e sfreccia a tutto gas», quell’auto ove si entrava dal finestrino e si lasciava indietro una nuvola di fumo e le corse sgangherate di Boss Hogg e Rosco P. Coltrane. L’auto è oggi sulle pagine di CBS, CNN ed altre importanti testate in quanto se l’è aggiudicata un collezionista per l’incredibile cifra di 9.900.500 dollari. Il Generale Lee, una Dodge Charger arancione del 1969 con il numero “01″ impresso sulla portiera, diviene così l’oggetto più caro mai venduto su eBay. Fino ad oggi il record era detenuto da un Jet privato valutato poco meno di 5 milioni di dollari. L’alta velocità ha in questo caso premiato il Generale Lee, ormai per la seconda volta nella storia. Il gruppo non ha saputo ancora confermare l’autenticità dell’operazione (il feedback dell’acquirente non garantisce al momento alcunchè), ma lo stesso Schneider avrebbe già dichiarato di volersi prendere una vacanza (ha recentemente lavorato in nuove serie tv quali Jag o Smallville, in onda anche in Italia) e di voler quindi investire il ricavato (tre volte tanto rispetto a quanto auspicato) in una nuova produzione. Per chi non può accedere alle cifre dei collezionisti, sono in ogni caso a disposizione altre Dodge Charger del tutto simili, ma a prezzi più accessibili (28.000 dollari e l’affare è fatto). Anche in questo caso è eBay la vetrina internazionale preferenziale per l’acquisto. (fonte: www.html.it)
JULIAN BEEVER : il “Picasso del Pavimento”
Lunedì, Giugno 18, 2007 a 5:01 pm (Costume e Società)
Costume e Società « Stampa Clandestina ®
E’ possibile saper dipingere ed è possibile farlo anche bene. Per mezzo di svariate tecniche, tradizionali o all’ avanguardia. Lo si può fare sui più svariati supporti, dopo la carta e la tela il supporto più comune è il muro. Ma, sul pavimento? Saper dipengere sul pavimento con l’accuratezza e la visione prospettica di Julian Beever non è veramente cosa di tutti i giorni.
Molto comunemente, in Italia, chi dipinge sul pavimento è chiamato anche “madonnaro“, termine che deriva dalla propensione degli “artisti di strada” nel dipingere su pavimenti soggetti religiosi e in particolare la figura aurea della “Madonna”.
Una cosa è certa, Julian Beever non può essere definito sicuramente “madonnaro” e nemmeno se fosse di nazionalità italiana anzichè inglese. Basta guardare i suoi lavori per rendersene immediatamente conto.
Julian trasmette sul pavimento (a volte di cemento, a volte di piastrelle) la forza e l’ esperienza di un vero artista.
Gessetti, marciapiedi, strade, fantasia e tanta, tanta padronanza della tecnica dell’ anamorfismo. Una tecnica per mezzo della quale viene dipinta una figura appositamente distorta ma che guardata da una certa angolazione produce un incredibile effetto illusorio di tridimensionalità.
Julian ha prodotto i suoi capolavori in vari paesi del mondo, come Francia, Inghilterra e Australia e nel 2004 diventa famoso su internet grazie ad una mail-catena pubblicizzante le sue opere. Julian non si limita a dipingere le proprie opere sul pavimento ma trasmette la sua esperienza illustrativa anche su muro e su tela.
Video Julian Beever
In questo video viene ripreso durante la creazione di una delle sue opere, a scopo pubblicitario. In queste immagini si riescono a scoprire alcuni dei suoi trucchi. Come il riuscire a lavorare al centro delle sue opere, senza mai calpestare quando già colorato. Penso che questo sgabello, gli sia utile anche per limitare i vari mal di schiena e lividi alle ginocchia. (fonte paintblog.net)
Caro petrolio…
Martedì, Aprile 3, 2007 a 9:44 pm (Costume e Società)
Gli zuccherifici stanno chiudendo. Hanno ceduto il posto a supermercati vuoti, disoccupazione e (indovinate) petrolio. Barbabietola e petrolio convivono in molti Paesi, come il Brasile.
In Italia si preferisce far chiudere chi offre alternative al petrolio. Alternative verdi, meno inquinanti, meno costose. La Alcoplus di Ferrara che produce biocarburanti chiuderà, 46 dipendenti saranno licenziati. Il motivo? La chiusura in serie degli stabilimenti saccariferi ha ridotto le scorte di melasso dal quale si ricava l’alcol. La concorrenza ha spinto sull’acceleratore, riducendo il prezzo del biocarburante che si ottiene mescolando alcol di origine vegetale con derivati del petrolio.
Finisce così la storia di una distilleria che produceva alcol impiegato nelle produzioni più note del made in Italy e che, in pieno boom degli eco-carburanti, non riesce a vendere i suoi 390mila ettolitri di produzione annua. Finisce? Non finisce, non possiamo farla finire! Aziende come la Alcoplus rappresentano il presente e il futuro.
Lo Stato ha finanziato per anni i petrolieri con i nostri soldi, quelli della bolletta dell’Enel. Uno, Garrone della ERG (mp3), è stato intervistato, ascoltatelo, è meglio che andare al Circo.
Il ministro dipendente Castro intervenga. E’ lì per tutelare noi e per far vivere società come la Alcoplus che vanno moltiplicate, anche per rilanciare gli zuccherifici.
Una, cento, mille Alcoplus. Inviamo a Castro una mail di promemoria.
(fonte: LaStampa.it)
Questi Americani…!
Martedì, Aprile 3, 2007 a 9:25 pm (Costume e Società)
Quante volte ci capita di pensare “Questa volta ho proprio fatto una cazzata”? In nostro soccorso dovrebbe però sempre arrivare la certezza che, da qualche parte nel mondo, c’è qualcuno che sta compiendo un’azione infinitamente più insensata di quella che abbiamo appena commesso.
Questa mattina mi sono imbattutto in questa storia, che è quanto di più pazzesco mi sia mai capitato di leggere. Breve riassunto:
1) il 2 luglio 1982 tale Larry Walters, di professione camionista (e dal seguito si comprenderà che le sue aspirazioni professionali non potevano essere molto più elevate), decide che con questa sedia (!!!), alla quale aveva provveduto ad attaccare 42 palloni riempiti con elio, sarebbe decollato dal giardino della casa della sua findanzata a San Pedro (CA) per raggiungere le Rocky Mountains, dopo un paio di giorni di navigazione sopra il deserto;
2) come non era forse impossibile immaginare, l’esperimento prende subito una piega molto diversa e il buon Larry, immediatamente dopo il decollo, si ritrova sparato in cielo a una velocità di 300 metri al minuto, fino a raggiungere una quota di 4.800 metri, dove viene avvistato dal pilota di un jet di linea (ah se solo il suo co-pilota avesse avuto una di quelle meravigliose macchinette digitali per immortalarne l’espressione!);
3) segue un’odissea durata parecchie ore che, per una storia come questa, non poteva non concludersi sui cavi dell’alta tensione.
A corollario del tutto va aggiunto che il nostro eroe era decollato armato di una pistola, con la quale si era ripromesso di sparare ai palloni quando avrebbe deciso che era giunta l’ora di atterrare. Pistola peraltro lasciata inopportunamente cadere quando più gli sarebbe servita.
Verrebbe da sperare che il suddetto Larry non costituisca un campione rappresentativo del popolo americano, ma guardando cosa i nostri amici oltre Atlantico hanno combinato da quel 2 luglio a oggi non c’è da esserne così sicuri. (fonte: TodayNews.com)
Consigli ai figli
Martedì, Aprile 3, 2007 a 8:19 pm (Costume e Società)
di: Martino Ragusa.
Consigli buoni fino a N anni
2anni) devi dire ‘cacca’ prima di fartela addosso, non dopo.
3anni) non stare tre ore sul vasino e quando hai finito non giocare con quello che c’e’ dentro
5anni) non infilare niente dentro la baby sitter
10anni) se apri un’altra volta la tartaruga per vedere com’e` fatta dentro non te la compro piu’.
15anni) lo vuoi capire che e` presto? Ti assicuro che anch’io alla tua eta` lo facevo ancora da solo.
18anni a lui) studia e non metterla incinta.
18anni a lei) studia e non restare incinta.
23anni) non farti di estasi e non morire al ritorno dalla discoteca.
32anni) cerca di laurearti.
40anni) mi dispiace ma non ti intesto nulla. Devi aspettare che io muoia.
50anni) smettila di divorziare.
60anni) ti ho gia` detto che e` tardi per fare un figlio.
Servizio Completo
Martedì, Aprile 3, 2007 a 7:02 pm (Costume e Società)
Quanto vale 1 euro ?
Martedì, Aprile 3, 2007 a 12:49 am (Costume e Società)
Ecco quanto vale un euro.
Una “pittoresca” usanza dei watoto (bambini) della valle dello Yovi consiste nel trasportare mattoni dai forni artigianali dove vengono cotti al luogo dove servono per costruire le case. Questa attività permette loro di ottenere un po’ di soldini per comprarsi i biscotti: per ogni mattone portato ricevono 5 scellini e, poiché un pacchetto di 6 biscotti costa 50 scellini, con 10 mattoni è concluso l’affare. I bambini più grandicelli (7-10 anni) portano 5 mattoni per volta, mentre i più piccoli ne portano 3… Tutti rigorosamente sulla testa. Ogni mattone pesa 3 chili o poco più. Partendo da questo fatto abbiamo eseguito un calcolo interessante, che ci permette di stabilire una definizione del valore dell’euro in modo decisamente diverso da quanto fanno gli economisti e gli esperti di varia natura che infestano la nostra esistenza. Un euro vale 1350 scellini; quindi per accumulare un euro un bimbetto della valle deve trasportare 270 mattoni (1350:5 = 270) per un peso totale di un po’ più di 8 quintali (270×3 = 810). Se consideriamo che il forno con annesso deposito di mattoni dista circa 500 metri dall’abitazione, un bimbetto che porti 3 mattoni per volta deve fare 90 viaggi di andata e ritorno (270:3 = 90), cioè 90 chilometri (90×0,5×2 = 90). Da qui la definizione: l’euro è quella moneta il cui valore unitario equivale alla fatica di un bambino africano di 5 anni (il cui peso è sì e no 12-15 chili) che trasporta 810 chilogrammi di mattoni percorrendo complessivamente 90 kilometri, di cui 45 con 9 chili sulla testa.
Ugo Montanari, Bondedogo.




