L’ultima spiaggia

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E’ il 15 Agosto.

Il giorno che per eccellenza rappresenta l’estate.

Dopo la giornata trascorsa in mezzo ad immense tavolate di parenti ed amici, la notte è dedicata alla tradizione più comune tra i giovani: il falò.

Messina, per la sua posizione geografica e la sua morfologia, offre due litorali eccellenti per organizzare i fuochi di mezzanotte. Ma da qualche anno, sul versante tirrenico, uno solo è l’unico, l’imperdibile, il vero falò di ferragosto: quello di Casa Bianca.

Molto tempo fa era solo l’appuntamento di un gruppo di venti persone che raccoglievano la legna, dividevano le spese per focaccia e bibite, si mettevano d’accordo su chi dovesse portare la chitarra e trascorrevano la notte sulle note di Lucio Battisti.

Sarà stato un caso, o un passaparola particolarmente ben riuscito, fatto sta che quei venti ragazzi si sono moltiplicati di anno in anno sino a diventare, l’appena trascorso 15 Agosto, ben cinquemila giovani.

No, non è un errore di battitura avete ben capito: cinquemila persone.

Il falò di Casa Bianca è divenuto così il grande evento dell’estate.

Gli organizzatori sono una miriade e la raccolta della legna inizia alla fine di Luglio.

Viene costruita una pedana, chiamato un dj di grido, tirato su un capannone-bar, eretta una magnifica scritta di legno alla base di una zattera, con fiaccole e lumi che alla mezzanotte in punto viene accesa e lanciata verso il mare.

Sì, è uno spettacolo bellissimo, ma quest’anno qualcosa è andato storto.

La strada statale 113 è una strada a doppia corsia larga non più di 12 metri. La costeggiano diverse abitazioni da ambo i lati con strade private che portano a grandi complessi. Ed è proprio da una strada così che si scende per raggiungere la spiaggia ed il falò.

Ebbene la sera del 15 vi erano macchine parcheggiate da Mortelle fino a Tono (dal km 13 al Km 17), da ambo i lati della carreggiata. Stiamo parlando di 4 Km di strada ristretta dalle macchine in sosta e quasi impercorribile da veicoli in entrambi i sensi di marcia.

All’ 1.30 vi era una fila di auto lunga due chilometri, che si muovevano a passo d’uomo, incastrate dalle macchine parcheggiate. Se qualcuno si fosse sentito male l’autoambulanza non avrebbe potuto percorrere il tragitto in tempi brevi.

Tralasciando poi i numerosi cancelli delle abitazioni e dei complessi privati, bloccati o forzati per parcheggiare le auto.

Per tutta la notte gruppi di venti-trenta ragazzi camminavano lungo la strada per trovare la distante discesa che dalla strada portava in spiaggia. Avevano con sé borse-frigo e buste piene di bibite alcoliche che cominciavano a bere ancor prima di raggiungere il falò.

Ma la scena più grottesca si è verificata quando alle 00.30 si è deciso di accendere il fuoco. Il ritardo era dovuto al forte vento, maestrale, che soffiava alzando granelli di sabbia e rendendo il mare molto agitato.

Dinanzi però a 5000 persone che non attendevano altro che il fuoco, ci si è convinti ad accenderlo.

Infuocare una pila di legna alta tre metri con quel vento e con tutte quelle persone intorno costituisce un pericolo già solo al pensiero. Appena acceso il fuoco, il vento forte che soffiava da sud-est ha costretto la marea di gente sita nel lato verso cui arrivavano fiamme e lapilli a spostarsi dall’altra parte della spiaggia rendendo di fatto soffocante il sostare sdraiati, con il pericolo di essere pestati al buio.

Andando avanti con il racconto, il falò è durato cinque-dieci minuti al massimo. Il forte vento ha bruciato la legna in men che non si dica.

Una cosa era certa. Si continuava a bere, a fumare tabacco, forse erba e chissà cos’altro passava tra quella folla di ragazzi che “stonati” dal vento, dalla musica, dall’alcol e dal fumo, rendendosi conto che il falò si stava per spegnere sono corsi in acqua per farsi il bagno.

Con le parole è difficile descrivere una scena del genere: era buio, la luna quasi assente, il falò praticamente spento e circa cinquemila persone si tuffavano prendendo la rincorsa, nel mare con onde alte e ignari del fondale, che è pericoloso in alcuni punti per la presenza di grossi scogli ricoperti dall’acqua. Se avete visto il film “Titanic” potreste farvi un’idea di tutte quelle persone che annaspavano nell’acqua, illuminate da un soffio di luce che rendeva visibili solo una miriade di teste che si agitavano vorticosamente.

Se qualcuno avesse avuto un malore, o avesse perso il senso dell’orientamento, cosa molto probabile nel mare di notte, sarebbe potuto rimanerci per sempre. Voci indiscrete parlano di un ragazzo ustionato gravemente, incidenti e tamponamenti di lieve entità durante tutta la notte, cancelli distrutti per cercare un parcheggio, macchine di residenti graffiate ed ammaccate.

L’indomani a mezzogiorno, esattamente 12 ore dopo, la spiaggia si presentava come una devastazione.

Bottiglie vuote dovunque, buste di plastica, carte di ogni genere, pacchetti di sigarette, profilattici usati e…il resto lo lasciamo alla vostra immaginazione.

Gli organizzatori hanno prontamente cercato di ripulire tutto, celerissimi, forse più per la paura di ricevere qualche denuncia che animati da puro anelito di educazione civica. Si è saputo che una pattuglia forte di 4 carabinieri (sic) aveva fatto un sopralluogo durante la notte ma, realizzando la propria impotenza numerica dinanzi ad una folla di cinquemila anime si è attenuta ad una presa d’atto puramente formale.

E’ davvero questo il modo di divertirsi? Dov’è finito lo spirito dei falò di una volta? C’è bisogno di “stonarsi” per provare piacere a stare insieme? Vi scrive una ragazza di vent’anni, per niente moralista ed incredibilmente nostalgica dei tempi descritti in film come “Sapore di mare”, quando tutto era una novità, una conquista ed il soffio vitale della gioventù era ben diverso da quello di oggi.

Tempi che purtroppo non ci apparterranno mai più. Quando ancora il motto “se non ci sei, non sei nessuno” non era così omologante in negativo come adesso.

Siamo davvero giunti all’ “ultima spiaggia”

2 Commenti

  1. Maurizio Maccarrone ha detto,

    Giovedì, Agosto 30, 2007 a 4:10 pm

    Ciao Serena, mi chiamo Maurizio Maccarrone e penso di poter parlare da parte degli organizzatori del falò di casa bianca. Il primo falò fu realizzato da mio padre con la collaborazione di tutti i condomini della traversa di Casa Bianca e già eravamo + di un centinaio fra genitori e figli. Di chitarre non ce n’era nemmeno una ma in compenso facemmo la pasta sulla spiaggia (quindi niente focacce) e chi voleva poteva portare quello che più gli piaceva. Si organizzarono giochi e gare per i bambini come me che ne avevo 11 all’ora e ci divertimmo un sacco. Poi di anno in anno insieme ai miei coetanei e i ragazzi + grandi abbiamo creato il “THE BIG FIRE”, con lo spirito di riunirci i primi di Agosto e salire ogni giorno a raccogliere la legna sui colli per 15 giorni con tappa da Don Minico prima del rientro a scaricare la legna e rigoroso bagno a mare per le 21.00 dopo una giornata faticosa ma appagante al tempo stesso… Ovviamente il passa parola fu immediato di anno in anno, perché riuscimmo sempre a stupire la gente con l’aggiunta di idee come l’introduzione della musica in spiaggia con Dj nel 1993…Già nel 1995 si poteva assistere a giochi pirotecnici e nel passare degli anni aggiungemmo sempre più coreografia, col solo spirito di regalare alle presone della nostra età una serata fantastica (senza scopo di lucro). Dopo ogni nottata, ci ritrovavamo l’indomani a ripulire la spiaggia da tutto lo schifo che la gente lasciava…Il 2003 è l’ultimo falò che verrà organizzato dalla “vecchia guardia” ovvero coloro che l’hanno fatto sempre con lo spirito di nessun lucro ma solo uniti dalla passione dalla realizzazione di qualcosa di unico! Se la gente che viene non ha avuto rispetto delle abitazioni o se nelle sigarette c’era + che tabacco o se ci sono stati disagi….Beh! Questo è dovuto solo all’educazione delle famiglie di oggi dove risulta improbabile se non impossibile, trovare ragazzi che come noi dal 1989 decidemmo di fare qualcosa di unico e di grande per gli altri rispettando la spiaggia e il nostro mare. Grazie per l’attenzione….sto andando a vivere in Australia….chissà se riesco a ricreare una situazione del genere nelle spiagge Australiane!

  2. giovanni ha detto,

    Giovedì, Settembre 13, 2007 a 5:48 pm

    ciao Serena e ciao maurizio sono il signor Big Fire :) il falo’ al quale Serena si riferisce e’ il falo’ organizzato da 4 stupidi convinti di poter utilizzare il nostre nome per portare piu’ gente possibile e fare piu’ soldi possibili l’ultimo organizzato da noi e’ stato nel 2004 no nel 2003 e tanto per chiarirsi la legna ha bruciato 4 giorni, da qui il nome”BIG FIRE”, quello a cui tu fai riferimento era un focherello fatto cono legna scadente e da persone che pensavano a tutto tranne a divertirsi quindi il risultato come puoi immaginare non sarebbe mai potuto essere lo stesso
    ti sfrivo solo per dirti di criticare solo l’ultimo falo’ ma mai quelli veri gli originali fatti solo al fine di divertirsi e di stupire
    P.S. mai stati incidenti con noi e mai fuochi che siano durati meno di 2 giorni:)
    ciao :)


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