| di Donatella Rinaldo |
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“Seconda stella a destra
Quel lembo di terra dalla forma di una mano, coperta dal ghiacciaio, nella parte orientale della costa della Groenlandia oggi è un isola. L’esploratore americano che l’ha scoperta, Dennis Schmitt, ha trovato la sua personale Atlantide e già altri appassionati, in rotta verso l’ignoto, sono alla caccia di nuove terre emerse. I veloci mutamenti climatici stanno cambiando l’aspetto del nostro pianeta nonostante fino a tre anni fa si credesse che ci sarebbero voluti 1000 anni prima che i ghiacciai della Groenlandia si spaccassero e si sciogliessero in mare: il fenomeno preoccupa ed inquieta il mondo scientifico e non solo. Il processo di disintegrazione dei ghiacciai è aumentato di ben tre volte rispetto agli anni novanta e se davvero il secondo blocco di ghiaccio della Terra dovesse fondersi completamente il livello del mare si innalzerebbe di oltre 7 metri con conseguenze devastanti per molte città che ne rimarrebbero sommerse. Un aggravamento del fenomeno comporterebbe anche un aumento delle precipitazioni nell’emisfero Nord ed una crescita della siccità in quello Sud ed una estremizzazione degli eventi meteorologici. L’innalzamento delle temperature sta già avendo ripercussioni sanitarie, infatti, sta provocando un incremento significativo di alcune gravi malattie quali la malaria. (fonte: normanno) |
L’isola che non c’è è emersa in Groenlandia
Lunedì, Giugno 18, 2007 a 6:23 pm (Natura e Vita)
Aspartame/ Nuovo studio sul dolcificante: è cancerogeno
Lunedì, Giugno 18, 2007 a 6:15 pm (New News Net)
Un nuovo studio, il secondo, sul dolcificante aspartame condotto dalla Fondazione Europea di oncologia e scienze ambientali “B.Ramazzini” di Bentivoglio (Bologna), ente no profit impegnato da oltre 35 anni nella prevenzione del cancro conferma – secondo quanto informa una nota della stessa Fondazione – la cancerogenicità dell’aspartame. I risultati saranno presentati nei prossimi giorni a New York, al Mount Sinai Medical School. L’aspartame – ricordano alla Fondazione Ramazzini - è un dolcificante artificiale consumato nel mondo da oltre 200 milioni di persone.
E’ utilizzato in oltre 6000 prodotti, fra i quali bevande light, gomme da masticare, dolciumi, caramelle, yogurt, farmaci, in particolare sciroppi e antibiotici per bambini. Nel 2005, la Fondazione Europea Ramazzini ha pubblicato importanti dati sperimentali che dimostravano, secondo i ricercatori bolognesi, la cancerogenicità dell’aspartame. “Venne dimostrato sperimentalmente per la prima volta – ricorda una nota diffusa oggi – che l’aspartame è un agente cancerogeno in grado di indurre vari tipi di tumori maligni, anche a dosi tutt’oggi ammesse per l’alimentazione umana”.
Fin dal momento della percezione della cancerogencità dell’aspartame, la FER avviò un secondo studio, somministrando aspartame a basse dosi nel cibo ai ratti a partire della vita fetale. La Fondazione Europea Ramazzini presenterà i risultati del secondo studio il
23 aprile a New York, al Mount Sinai Medical School, dove il direttore scientifico della Fondazione, Soffritti, riceverà il Premio Selikoff per i suoi studi sull’aspartame.
Secondo le anticipazioni diffuse oggi, rispetto al primo studio è stato evidenziato nelle femmine un aumento dell’incidenza dei linfomi e leucemie, dei tumori mammari e un’anticipazione dell’età di insorgenza di questi tumori. L’aspartame, somministrato ai
ratti a basse dosi nel cibo a partire della vita fetale per tutta la vita, determinerebbe – secondo i risultati della ricerca della Fondazione Ramazzini – un aumento dei suoi
effetti cancerogeni. “Ciò – conclude la nota – rappresenta un’ulteriore conferma che l’aspartame è un agente cancerogeno per i roditori da laboratorio”. (fonte: Affari Italiani)
JULIAN BEEVER : il “Picasso del Pavimento”
Lunedì, Giugno 18, 2007 a 5:01 pm (Costume e Società)
Costume e Società « Stampa Clandestina ®
E’ possibile saper dipingere ed è possibile farlo anche bene. Per mezzo di svariate tecniche, tradizionali o all’ avanguardia. Lo si può fare sui più svariati supporti, dopo la carta e la tela il supporto più comune è il muro. Ma, sul pavimento? Saper dipengere sul pavimento con l’accuratezza e la visione prospettica di Julian Beever non è veramente cosa di tutti i giorni.
Molto comunemente, in Italia, chi dipinge sul pavimento è chiamato anche “madonnaro“, termine che deriva dalla propensione degli “artisti di strada” nel dipingere su pavimenti soggetti religiosi e in particolare la figura aurea della “Madonna”.
Una cosa è certa, Julian Beever non può essere definito sicuramente “madonnaro” e nemmeno se fosse di nazionalità italiana anzichè inglese. Basta guardare i suoi lavori per rendersene immediatamente conto.
Julian trasmette sul pavimento (a volte di cemento, a volte di piastrelle) la forza e l’ esperienza di un vero artista.
Gessetti, marciapiedi, strade, fantasia e tanta, tanta padronanza della tecnica dell’ anamorfismo. Una tecnica per mezzo della quale viene dipinta una figura appositamente distorta ma che guardata da una certa angolazione produce un incredibile effetto illusorio di tridimensionalità.
Julian ha prodotto i suoi capolavori in vari paesi del mondo, come Francia, Inghilterra e Australia e nel 2004 diventa famoso su internet grazie ad una mail-catena pubblicizzante le sue opere. Julian non si limita a dipingere le proprie opere sul pavimento ma trasmette la sua esperienza illustrativa anche su muro e su tela.
Video Julian Beever
In questo video viene ripreso durante la creazione di una delle sue opere, a scopo pubblicitario. In queste immagini si riescono a scoprire alcuni dei suoi trucchi. Come il riuscire a lavorare al centro delle sue opere, senza mai calpestare quando già colorato. Penso che questo sgabello, gli sia utile anche per limitare i vari mal di schiena e lividi alle ginocchia. (fonte paintblog.net)



